17/03/2011

Le pistole di Gomorra

Sto leggendo Gomorra, adesso, quando ormai chi lo voleva leggere lo ha già letto da un po'.

Io aspetto sempre che i libri mi chiamino, c'è un momento speciale, e adesso per me è arrivato il tempo di Gomorra.

Sono tornata a casa e ho spostato la pistola di Elia dal salotto alla cucina. Ho sempre pensato che le armi giocattolo facessero anche un po' bene anzi non l'ho mai pensato ma l'avevo letto...una cosa del tipo aiutano a tirare fuori l'aggressività.

Però oggi quando l'ho toccata qualcosa è cambiato. Ho sentito addosso tutti i corpi trucidati, l'odore del sangue secco, come dice lui, il kalashnikov e ho pensato a Saviano, e a Don Beppe, a quando parlava della pace.

Ho fatto tante fiaccolate per la pace senza sapere davvero cosa fosse la guerra. Forse per me pace voleva dire serenità, conciliazione, qualcosa come non sopraffare, essere giusti.

Invece pace per chi nasce dove è nato Saviano è non morire ammazzati.

Lì le fiaccole sono pesanti da portare, tanto tanto coraggio.

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