19/08/2009
Bach - Il tempo della memoria
Oggi ho ascoltato di nuovo Bach. Quello che ascoltavo quando avevo mia figlia nella pancia.
Adesso insieme a Bach c'è il suono del liquido, c'è lei che si muove, balla e c'è il tempo che scorre. Ci sono io sdraiata sul divano a cercare di capire che cosa stesse succedendo, inutilmente. Impossibile acchiapparla fino in fondo quella cosa lì di un essere intero, con gambe, testa, mani, braccia che si muove dentro la tua pancia e poi uscirà e sarà bambina e si metterà il vestitino.
Il secondo figlio è già diverso, il mistero è un po' svelato e allora lì ci si può godere il tempo della pancia senza l'impazienza del compimento. Destini dei primogeniti e dei secondogeniti. Sui primi l'ansia e l'impazienza della scoperta, sui secondi il godimento consapevole e rilassato.
Tra pochi giorni avrò quaranta anni.
Comincia il tempo della memoria, del ricordo. Lo voglio assaporare, voglio sprofondare nella nostalgia delle cose meravigliose che ho vissuto.
Ogni tanto però penso che vorrei risdraiarmi sul divano, con la pancia e il concerto per violino.
Chissà.
09:56
Scritto da : fannullona69
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16/07/2009
Pippi e la Svezia
Anche quest'anno niente villaggio all inclusive. Partiremo per la Svezia.
Un po' perché è il paese di Pippi e un po' perché ci fa sentire liberi. Chissà perché poi.
Volo Ryanair, albergo prenotato con booking.com e una specie di camping per tre giorni.
I bambini si stanno organizzando per la lingua e non sanno proprio cosa aspettarsi. Bello, il viaggio è scoperta.
Pippi sta ad Hanna Montana come la Svezia sta al villaggione con gli animatori. Fuggiamo dalle veline, dal mondo fashion e di pop star che assassina l'immaginario delle bambine di questa generazione e andiamo in cerca di ALTRO.
Quello che è ALTRO impressiona, commuove, spaventa, arricchisce, sgomenta, sconvolge abitudini, schemi, chiavi di lettura, insomma ci sveglia.
Altra alimentazione, altra lingua e il parco di Pippi che immagino essere ALTRO da Mirabilandia.
Poi ritorneremo, ma un po' saremo anche ALTRO.
15:57
Scritto da : fannullona69
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27/01/2009
Italians
Ho visto AnnoZero, la trasmissione su Napoli.
Ogni volta che vedo Anno zero mi deprimo, anzi mi scoraggio. Report ancora di più, mi fa proprio stare male. Non dormo.
Se poi parla di Napoli e magari delle case popolari più che deprimermi comincio proprio a pensare di emigrare. Credo in Francia.
Perché il lavoro da fare è troppo e sono certa che ci vorranno generazioni e generazioni per poter scorgere un barlume di miglioramento, un cambiamento. Immaginare un futuro in cui un normale assegnatario di una casa popolare possa chiamare il servizio manutenzione, non della ditta Romeo, e ricevere l'assistenza nell'arco di 24 o 48 ore.
E' un po' lo stesso pensiero che mi assale a lavoro, ogni tanto.Vedo l'ambiente che mi circonda, il grigio della Pubblica Amministrazione e penso che ci vorranno secoli perché qualcosa cambi. Io andrò in pensione a 65 anni ma niente sarà cambiato. Impossibile.Giovedì andrò alla presentazione del libro Meritocrazia. Ho bisogno di respirare un po' di aria buona. Come quando lavoravo in un'azienda privata e avevo chiari obiettivi (il vile profitto) e chiari mezzi. Usavo il cervello per raggiungere obiettivi. Divertente. Pensa se potessi farlo per rendere un servizio utile a qualche cittadino! E' un po' complicato da spiegare.
Certo Napoli è un'altra cosa.Ci vorranno secoli ma bisognerebbe iniziare. Bisognerebbe ripartire dalla legalità, dall'educazione al rispetto delle regole civiche. Di tutte. E non solo a Napoli.
Sembra facile. In teoria siamo tutti d'accordo. Ma....l'italianità è fatta di tante disattenzioni quotidiane, socialmente accettate e qualificate come normali.
Le file non rispettate, il biglietto sull'autobus non pagato, lo spostamento delle residenze dei figli perché possano andare nella scuola che piace, l'uso anarchico degli spogliatoi e delle docce nelle piscine, le cartine buttate per strada, la raccolta non differenziata, le lunghe telefonate a squarciagola nei vagoni dei treni (in Francia ci sono i vagoni del silenzio meraviglia di civiltà), lo sporco nelle strade e la brillante pulizia nelle case.
Sempre la stessa storia, quanta esagerazione.
Che male c'è in fondo.
21:10
Scritto da : fannullona69
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