17/03/2011
La crisi italiana
Il mio consorte che legge sempre in qua e in là e come tutti gli uomini acculturati è bravissimo a citare quello che ha leggiucchiato (noi donne no o preparatissime o niente) mi ha detto che tempo fa sull'Economist (anzi sull'Economist citato su Repubblica) parlavano della depressione italiana, non di quella economica, di quella psicologica collettiva.
Bene, io ci sono dentro fino al collo.
Pare si tratti di una generalizzata difficoltà a dare un senso compiuto a quello che si fa. E' una sensazione che attanaglia l'ambito collettivo: il lavoro, la vita sociale, quella politica. La famiglia invece - aggiungo io - forse è l'unico spazio consapevole in questo momento.
Dice Gaber mi fa male vedere la faccia dei nostri figli con la stanchezza anticipata di ciò che non troveranno.
Forse è questo.
22:26
Scritto da: fannullona69
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Le pistole di Gomorra
Sto leggendo Gomorra, adesso, quando ormai chi lo voleva leggere lo ha già letto da un po'.
Io aspetto sempre che i libri mi chiamino, c'è un momento speciale, e adesso per me è arrivato il tempo di Gomorra.
Sono tornata a casa e ho spostato la pistola di Elia dal salotto alla cucina. Ho sempre pensato che le armi giocattolo facessero anche un po' bene anzi non l'ho mai pensato ma l'avevo letto...una cosa del tipo aiutano a tirare fuori l'aggressività.
Però oggi quando l'ho toccata qualcosa è cambiato. Ho sentito addosso tutti i corpi trucidati, l'odore del sangue secco, come dice lui, il kalashnikov e ho pensato a Saviano, e a Don Beppe, a quando parlava della pace.
Ho fatto tante fiaccolate per la pace senza sapere davvero cosa fosse la guerra. Forse per me pace voleva dire serenità, conciliazione, qualcosa come non sopraffare, essere giusti.
Invece pace per chi nasce dove è nato Saviano è non morire ammazzati.
Lì le fiaccole sono pesanti da portare, tanto tanto coraggio.
22:12
Scritto da: fannullona69
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19/03/2010
Il merito nella Pubblica Amministrazione e il 25%
Io il merito non lo saprei definire con precisione.
Diciamo che in lavori che non richiedono un'elevata specializzazione e un grande intuito o capacità tecnica (tipo il chirurgo) forse essere meritevoli potrebbe voler dire avere queste qualità:
- impegno
- apertura e curiosità verso le cose nuove
- intraprendenza
- capacità di trovare soluzioni innovative
- dedizione
- volontà
- autonomia
- voglia di fare
Ora succederà che un Dirigente che ha sotto di sé 10 persone dovrà trovare quali sono quelli che queste capacità ce le hanno al massimo livello (max 25%), quali sono quelli che ce le hanno abbastanza (50%) e quali sono quelli che non ce le hanno per niente (25%).
Gli umori che serpeggiano negli uffici pubblici sono:
- ci metteranno gli uni contro gli altri (come se non lo fossimo già)
- e se siamo tutti bravi? (problema surreale)
- tanto i Dirigenti valutano sulla base di altri fattori (bella scusa)
Nessuno si domanda:
- Cosa posso fare per evitare di finire nel girone degli inetti?
- In che cosa posso cambiare il mio metodo di lavoro?
Non che io ami Brunetta, tutt'altro.
Non che io condivida questa riforma, tutt'altro.
Ma preferisco finire nel girone degli inetti piuttosto che restare nel girone di quelli (praticamente tutti) che hanno sempre avuto il massimo in pagella perché così non si complicava la vita di nessuno e perché così era consuetudine.
Eravamo in un comodo immobilismo, ora siamo in uno scomodo turbinio. Preferisco così. Accetto il rischio.
E comunque niente paura, ho già sentito circolare una proposta illuminata, definita con orgoglio, comunista. La proposta è questa: metterci d'accordo tra di noi e fare a rotazione (annuale). Un anno si sta nel primo girone, l'anno dopo nel secondo e poi tocca a quello degli inetti.
Fatta la legge, trovato l'inganno!
15:29
Scritto da: fannullona69
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